Turismo rurale Savuto

Il marchio “Turismo Rurale Savuto” rappresenta lo strumento per creare una rete fra operatori al fine di promuovere in maniera integrata il patrimonio naturalistico, storico-culturale e enogastronomico del Savuto, sostenendo l’economia rurale dell’area.

ATTRAVERSO IL PAESAGGIO MORBIDO DELLE COLLINE DEL SAVUTO sono sufficienti pochi chilometri per passare dal mare ai borghi rurali, austeri ed essenziali, aggrappati alla montagna protetta dall’istituzione del Parco Nazionale della Sila. In questo breve viaggio la vera scoperta è il comprensorio del G.A.L. Savuto (Gruppo di Azione Locale), che non rappresenta un semplice corridoio verde per raggiungere la costa tirrenica e la Sila, bensì il luogo ideale per il visitatore attento, per colui che vuole percorrere i sentieri rinfrescati dalla brezza marina oppure quelli più alpestri dei vicini monti.

Nella valle del fiume Savuto il turista può godere di quel benefico isolamento che ha permesso la conservazione dell’ambiente naturale e il permanere delle testimonianze passate. Lontani dalle destinazioni più scontate, i borghi millenari che costellano il paesaggio sono uno straordinario serbatoio di identità, tradizioni e produzioni di qualità, e possono divenire il vero punto di partenza per esplorare i 20 comuni del G.A.L. lungo circuiti culturali e artistici, musei, anti- che pievi, fortilizi, palazzotti signorili o case rurali.

Altilia, Aprigliano, Belsito, Bianchi, Carolei, Carpanzano, Colosimi, Dipignano, Figline Vegliaturo, Grimaldi, Malito, Mangone, Marzi, Panettieri, Parenti, Paterno Calabro, Pedivigliano, Rogliano, Santo Stefano di Rogliano e Scigliano si trovano ai piedi della dorsale occidentale della Presila, sopra i 600 metri di quota. Alla scoperta di questo inatteso tesoro di cultura, storia, arte e tradizioni, da ricercare nei piccoli borghi, valida alternativa alle più classiche rotte turistiche che portano verso le grandi città d’arte, si inserisce il G.A.L. Savuto con il “Piano strategico di promozione turistica integrata dell’area leader Savuto”.

Il fine del progetto, realizzato nel corso del 2012, è la valorizzazione del territorio e il rafforzamento delle sue specificità per consentire un suo migliore “posizionamento” sul mercato nazionale e internazionale. In sintesi si tratta di un piano di sostegno e rilancio dell’economia rurale dell’area finalizzato alla valorizzazione delle attrattive turistiche. Il viaggio si trasforma così in una kermesse di sensazioni indimenticabili, camminando nei borghi storici, con i loro monumenti segnati dai secoli, le botteghe artigiane espressione della creatività dell’uomo, le trattorie e i ristoranti dove la qualità di un’alimentazione sana e genuina riporta alla luce sapori dimenticati. Il dott. Michele Capalbo, consulente del G.A.L. Savuto e coordinatore del piano, interrogato a riguardo, risponde: “L’intento è di legare il territorio G.A.L. Savuto ai circuiti del ‘turismo lento’ e di qualità. L’idea portante del piano consiste nello sviluppo integrato dell’area rurale, concentrando l’interesse del visitatore su elementi quali: il ‘fiume Savuto’, i ‘ponti del Savuto’, i ‘sentieri del Savuto’, gli ‘scalpellini del Savuto’, gli ‘eventi del Savuto’, i ‘prodotti tipici del Savuto’, i ‘piatti del Savuto’”. Se attrarre turisti significa promuovere e diffondere l’immagine di un territorio, allora un progetto come questo richiede senz’altro uno strumento di marketing capace di sostenere le politiche di commercializzazione dell’area.

Per questo si è pensato a un marchio che potrà identificare l’offerta complessiva del territorio. Il risultato è il marchio collettivo “Turismo Rurale Savuto” rappresentato dal logo del Brigante. Questo simbolo con- sentirà così al G.A.L. Savuto di organizzare l’offerta turistica del territorio in un sistema in grado di raccogliere le diverse unità che compongono la sua economia e di proporre pacchetti turistici integrati. Infatti, tutte le strutture ricettive, quelle della ristorazione, le aziende agroalimentari e quelle dell’artigianato che rispettino le caratteristiche previste nel Regolamento e nei disciplinari (diversi per ogni prodotto o servizio) appo-sitamente predisposti, potranno do- tarsi del marchio “Turismo Rurale Savuto” e usufruire della sua forza commerciale.

Inoltre, particolare di non secondaria importanza, attraverso il marchio le aziende del territorio potranno raccogliersi in “catene” (definite propriamente “Club di prodotto Savuto”) che, associando i soggetti privati titolari del marchio collettivo, potenzieranno a un tempo la visibilità delle singole aziende e l’offerta turistica dell’intero territorio. In altre parole, come ci rivela la presidente del G.A.L. Lucia Nicoletti, “l’iniziativa di concessione del marchio da parte di una apposita commissione interna istituita dal G.A.L. Savuto è finalizzata a garantire un migliore coinvolgimento delle aziende ai processi di qualificazione del territorio e delle produzioni locali. Le aziende che si fregiano del marchio potranno usufruire di un’appropriata campagna informativa, che possa garantire loro sia una maggiore visibilità, sia adeguati strumenti per migliorare il proprio modo di lavorare, il proprio rapporto con i clienti e la promozione dello sviluppo di alcuni settori economici del territorio.”

Quale simbolo poteva raccogliere la sto- ria, la cultura e le specificità del Savuto, se non la figura del “brigante”? Il fenomeno del brigantaggio – spiega Michele Capalbo – divenne riconoscibile quando nei primi anni dell’Ottocento gli inglesi e i Borboni sostennero e pagarono bande di briganti per combattere i francesi, ma soprattutto le loro idee. Quando nel 1815 i Borboni tornarono al potere, il fenomeno del brigantaggio non era certamente scomparso, ma divenne di massa dopo il 1861, a causa soprattutto della questione delle terre silane.

Garibaldi, infatti, con i decreti emessi da Rogliano nel 1860 aveva concesso ai contadini l’uso gratuito dei pascoli silani. Partito Garibaldi, però, le terre furono restituite ai vecchi baroni e i contadini insorsero disperati e affamati. Numerosi sono i personaggi, i luoghi e i fatti che legano indissolubilmente il territorio del Savuto alla figura del brigante, aggiunge Mario Ambrogio, animatore del G.A.L. Savuto: la storia di Vincenzo Federici (detto Capobianco), il personaggio di Pietro Bianco, il brigante chiamato “Organettu”, la grotta naturalistica di Chiricone (noto brigante) nel territorio di Belsito, Marco Berardi detto “re Marcone”, Giosefatte Talarico. Quindi, grazie al marchio collettivo “Turismo Rurale Savuto”, che punta decisamente sulla figura del brigante, sarà finalmente possibile mettere a frutto questo ricco patrimonio di personaggi, luoghi, fatti e leggende