Località di partenza e arrivo Aprigliano

Chilometraggio totale 74,8 km.

 

Il borgo di Aprigliano  è il punto di partenza dell’itinerario. Il paese  si trova  arroccato a quota 730 ed  è raggiungibile   da Cosenza lungo la SS.19  e successivamente tramite l’ultimo tratto della SS.178.

Aprigliano è uno dei comuni più estesi dell’intera Sila, e si costituisce come un agglomerato di otto frazioni. La sua storia è legata alla nascita dei Casali di Cosenza conseguente alla fuga dalla città degli abitanti durante le invasioni saracene nel corso del X secolo. Nella frazione Grupa è possibile visitare la chiesa di San Demetrio costruita tra il Cinquecento e il Seicento: al suo interno sono custoditi pregevoli  opere. Altro ambiente sacro degno di nota è la chiesa di Santa Maria Lauretana in frazione  Guarno, dove sono  oggi conservati dipinti eseguiti da Francesco  Saverio  Carvelli  nel 1770. Tra i vicoli di Aprigliano è possibile degustare lingua di maiale salata e la frittata con salciccia e caciocavallo silano.

 

Portandosi sulla SS.178, percorrerla in direzione sud-est per circa 5 chilometri. Al bivio svoltare a sinistra sulla SP.76 in direzione Figline Vegliaturo per circa 3 chilometri fino ad arrivare nel centro abitato. Il valore di Figline Vegliaturo è dato dalle chiese di San Giovanni Battista e di Santa Liberata. La prima, in particolare, è monumento nazionale, conserva  all’interno  l’arco maggiore in stile rinascimentale  e arredi dall’indubbia bellezza e qualità. La seconda chiesa è stata invece ricavata in una parte dell’ormai soppresso convento dei Riformati  San Pasquale Baylon, di cui restano quasi inalterate le primitive  strutture  portanti, e conserva sull’altare maggiore un Cristo in Croce di fattura lignea. Tra i piatti tipici è possibile degustare la scagliola (pasta e patate piccante con pancetta), accompagnata da un vino Dop  Terre di Cosenza.

 

Procedendo ancora verso sud, sulla SP.76 seguendo  le indicazioni  per Mangone,  dopo circa altri 4 chilometri si arriva in paese. Di notevole interesse a Mangone è la chiesa della Madonna  dellArco situata nella piazza omonima e dedicata alla santa considerata protettrice del borgo e la cui devozione da parte degli abitanti risale a più di cinquecento anni fa. Nella parte più alta del paese si trova la Chiesa di San Giovanni Evangelista, eretta nella prima metà del XVII secolo. L’interno è l’emblema della maestria e dell’abilità degli intagliatori della vicina Rogliano. Eccetto le decorazioni barocche, è tutta una festa di opere di legno intagliato risalenti al XVIII secolo. Girando nel centro storico, si ammirano  le facciate dei palazzi nobiliari delle famiglie Mauro e Montemurro, mentre di recentissima formazione è il Museo del Pane, che in un’unica sala incastonata  in una casetta di legno promuove la conoscenza dell’antica arte panificatrice del borgo. Sulle tavole dei mangonesi non mancano mai gli strangugliapreviti alla pignata (gnocchi e fagioli cotti in vasi di terracotta), accompagnati con il pane di zia Teresina.

 

Dal centro abitato, proseguire sulla SP.74 in direzione Santo Stefano di Rogliano per circa 3,6 chilometri fino al paese.

A Santo Stefano  di Rogliano  sulla cima del monte Tirone è ben visibile e domina la valle del Savuto il maestoso santuario di Santa Liberata.  La tradizione  popolare vuole che proprio in questo luogo sia stata rinvenuta una reliquia della Santa, un osso del braccio sinistro. Ma il luogo sacro assume anche interesse grazie al meraviglioso panorama che offre, con i protagonisti di questo viaggio, i casali della Presila  e del Savuto che dall’alto si riconoscono  facilmente. Nel duomo è possibile visitare le opere degli scalpellini e in località Valleggianò si incontra l’importante chiesa della Madonna del Soccorso, in direzione Belsito-Grimaldi. Nel 2009 l’Amministrazione Comunale ha realizzato una riproduzione di monete, in esposizione permanente presso i locali del Municipio di un tesoretto di monete argentee magno-greche del VI e V sec. a.C., costituito da circa 200 pezzi, di cui solo 19, tutti stateri incusi e battuti dalle zecche di Crotone, Metaponto, Poseidonia, Caulonia, Sibari, che sono tuttora esposti al Museo Nazionale Archeologico di Reggio Calabria, ritrovate tra il 1912 e 1913. La gastronomia di Santo Stefano è arricchita dal capretto locale e dalle melanzane ripiene.

Riprendendo la SP.19 seguendo le indicazioni per Rogliano per 2,8 chilometri fino ad arrivare in prossimità del Municipio di Rogliano.

 

Rogliano, con i suoi seimila abitanti, è il comune più grande dell’area, una città ricca di storia e affascinante sotto il profilo artistico. Il suo percorso storico è indissolubilmente intrecciato ai conventi, alle chiese e alla profonda religiosità che ha portato alla loro realizzazione. Famosi  in tutto il mondo sono gli artigiani roglianesi (scalpellini ed intagliatori),  soprattutto  quelli specializzati in arte sacra: la maggior parte delle chiese del Savuto è ricca di altari lignei e di opere di questi maestri. Il Duomo dedicato a San Pietro custodisce un pregevole altare maggiore e decorazioni opera degli artisti locali. Da non perdere anche la chiesa di San Giorgio monumento nazionale, mentre spostandosi nel centro storico è notevole la presenza di palazzi nobiliari storici tra cui il Palazzo Morelli, che ospitò Giuseppe Garibaldi, e Palazzo Ricciulli,  nobile famiglia dell’epoca. Di grande valore il Museo di Arte Sacra,  che conserva le tele, gli altari dell’ex Convento dei Padri Cappuccini, e alcune opere significative (argenti e tessuti) dell’arte religiosa meridionale. La Casa delle Culture è collocata nel quartiere Cuti e all’interno, oltre alla Biblioteca  comunale  suddivisa in diverse sezioni, sono esposti i lavori di artisti della cittadina.  Proseguendo per Parenti, prima della frazione Balzata, e seguendo le indicazioni per la contrada Orsara, si possono visitare la cascate del Cannavino, il ponte di Tavolaria, i castagni secolari. Tipico di Rogliano è  fagioli, cicorie e cotiche, anche qui  non mancano le castagne con le sue lavorazioni, vallani (bollite), mpurnate (al forno), ruselle (arrostite),  pistilli (castagne essicate nel metato) e i tartagliuni ( si trovano infilati in un filo a forma di collana e sono quelle castagne non essiccate bene nel metato). Anche il pane riveste un ruolo principale con i suoi diversi forni tradizionali. Inoltre nel rione Cuti si possono degustare le melanzane ripiene.

Seguire la SP.242 (ex SS.542)  per 12,7 chilometri fino alla prossima tappa, Parenti.

Si percorre una strada tipicamente di montagna che lungo il suo percorso mantiene un’altitudine compresa tra i 500 metri e i 1300 metri. Il piccolo centro agricolo di Parenti, nel cuore dell’alta valle del Savuto,  si colloca ai piedi del monte Brutto, sulla sinistra del fiume che dà nome alla valle, immerso nel verde lussureggiante di castagni e di querce. Qui merita una visita il museo della Civiltà Contadina, oltre alla chiesa della Madonna del Carmine, che è certamente il monumento più importante di Parenti: l’altare centrale è dedicato alla Madonna del Carmine. A pochi chilometri si possono raggiungere facilmente il lago Savuto, il lago Arvo ed l’ Ampollino. Il piatto tipico di Parenti ruota tutto intorno alla patata, che fa da regina ad ogni portata, come primo e secondo piatto, ricordiamo le patate ‘mpacchiuse, particolare è la sagra della patata l’ultima domenica di agosto. L’altro fiore all’occhiello è la pitta’mpigliata (dolce tipico) conosciuta già nel 1700.

 

Continuare sulla SP.242 seguendo le indicazioni per Bocca di Piazza  per 9,3 chilometri. Al bivio proseguire dritti sulla SS.108bis per altri  4,4 chilometri.  Prendere la stradina sulla destra con indicazione Centrale Idroelettrica e procedere per un paio di chilometri fino ad arrivare al lago del Savuto.

Il bacino del Savuto è stato realizzato ad inizio  secolo scorso attraverso  lo sbarramento del fiume omonimo, per creare un lago di compensazione per il vicino e più grande lago Ampollino: parte delle sue acque viene pompata  attraverso condotte forzate, in modo da poter sostenere il lavoro delle centrali elettriche.

 

Ritornare sulla SS.108bis e svoltare a destra procedendo per circa 6 chilometri. Seguire le indicazioni per il lago Arvo per altri 2,6 chilometri fino alla località Quaresima, punto di partenza ideale per splendide escursioni sul lago Arvo.

Anche l’Arvo nasce come lago artificiale ed è collegato al lago Ampollino attraverso una rete di condutture sotterranee. La diga, che ai tempi della sua realizzazione era la più lunga ed ampia di tutta Italia (con 280 metri di lunghezza per 22 di altezza), si distingue  nel territorio calabrese per i materiali con cui è stata realizzata: argilla e terra compatta, che la rendono unica nel suo genere. Il lago si presta a gare di canottaggio ed è molto frequente trovare, nei periodi estivi, mandrie di mucche podoliche che pascolano lungo le rive.

 

Al Bivio di Quaresima sulla SS.108bis svoltare  a sinistra seguendo le  indicazioni per Aprigliano.  Procedere sulla SP.178  per 20,5 chilometri fino a ritornare ad Aprigliano.