Località di partenza e arrivo Marzi.

Chilometraggio totale 102 km

La partenza dellitinerario  è  il borgo  di Marzi.

Il comune di Marzi si presenta  come un piccolo paesino  dove  il tempo sembra davvero  essersi fermato. Decisamente consigliabile scoprire il centro storico camminando tra vicoletti lastricati a pietra, palazzi nobiliari,  ringhiere artistiche in ferro battuto. Degna di particolare attenzione  è la chiesa di SantAndrea Apostolo con il suo portale in pietra scolpita. Nella chiesa di Santa Barbara, a due passi dal Municipio, si può ammirare il pregevole altare ligneo, opera dei maestri roglianesi, e gli stalli del coro. A Marzi si può degustare il rinomato vino Savuto Dop, proveniente dalle vigne a terrazzamenti, nelle cantine presenti, accompagnato da salumi calabresi.

A circa 2 chilometri dal centro abitato, sulla  SS.19  percorrendo una stradina scoscesa,  si può arrivare al ponte delle Fratte sul fiume Savuto, che un tempo collegava il territorio di Marzi con quello di Carpanzano e risalente al periodo dell’antica Roma (vi passava una variante della via Popilia). Da Marzi si prosegue verso Carpanzano.

Percorrere la SS.19  per circa 8,2 chilometri. Carpanzano è il più antico comune della zona e conta circa trecento  abitanti. Le chiese seicentesche ed i palazzi gentilizi custodiscono tesori tutti da scoprire. Si suggerisce in particolare la visita al Santuario della Madonna delle Grazie. Nel Municipio è possibile ammirare il mantello che fu di Carlo V, che in segno di riconoscimento per l’accoglienza ricevuta, fu  donato  alla comunità.

Ritornare sulla SS.19  e proseguire a sinistra in direzione di Catanzaro  a 8.5 Km troviamo Scigliano.

In periodo medievale era sede di una delle Università  ( Comuni ) più eccelse di tutto il Regno di Napoli. Ma ancora oggi Scigliano rappresenta uno dei borghi sicuramente più belli del territorio del Savuto: ricco di storia e di arte, merita una  visita  approfondita. Passeggiando per le vie del paese, è facile ammirare gli antichi palazzi signorili, testimonianza della grandezza che nell’arco degli anni il paese aveva assunto. Nelle sue frazioni sono disseminate circa una ventina di chiese. Tra queste, le più degne di nota sono: la chiesa di San Giuseppe, nella frazione  Diano, che custodisce  pregevoli opere d’arte  tra cui l’altare maggiore, realizzato in stile gotico; la cappella di San Giuseppe,  dove  è custodito un antico mezzobusto in legno raffigurante il santo patrono di Scigliano e varie opere provenienti dal Monastero del Corazzo; la Madonna delle Timpe, eretta nel 1549 su un grosso dirupo e la Chiesa di Monserrato. Attrazione principale, con la possibilità di trascorrere nella visita buona parte della giornata, è il ponte Romano sul fiume Savuto. Dalla frazione Lupia,  prendere la SP.70 e percorrerla per circa 4,3 chilometri. Sul lato destro della carreggiata è visibile una staccionata in legno con una piccola strada lastricata in pietra che scende per 300 metri fino al fiume. La stradina, seppur ripida,  è percorribile anche in auto ma è preferibile a piedi. Il ponte Romano è anche detto ponte di Annibale o di SantAngelo ed è uno dei più  antichi d’Italia  insieme  a  quello dell’Isola Tiberina. Costruito tra il 131 e il 121 a.C., faceva  parte a tutti gli effetti della via Popilia voluta da Tiberio Gracco, che collegava la vecchia Capua a quella che oggi è Reggio Calabria. Secondo la tradizione, proprio a pochi metri dal ponte, nel punto in cui oggi sorge la chiesetta a lui dedicata, SantAngelo sconfisse il diavolo, che infuriato  se la prese con la spalla destra del ponte, a cui tirò un calcio violento provocando un grosso danno oggi riparato. Nei pressi del ponte è situata anche una grande area pic-nic dove è possibile sostare immersi nella fiabesca natura del Savuto. Tra le prelibatezze tradizionale è il cuottu de crapa alla Fiera di Sant’Angelo (capra cotta) e li ziiti e purpettini (bucatino e polpette di carne suina).

 

Proseguendo dalla frazione Diano dopo 7 Km ci troviamo a Pedivigliano.

Giunti in paese  si nota fin da subito lo splendido panorama che si scorge dall’abitato. Pedivigliano  si trova perfettamente allineato con un’apertura nella catena costiera calabrese da cui è possibile scorgere il Tirreno, e nelle giornate terse si può spingere lo sguardo fino al cono vulcanico di Stromboli. La chiesa più importante  di Pedivigliano  è sicuramente  quella dei SS Pietro e Paolo edificata tra il XVI e il XVII secolo, probabilmente sul sito di una preesistente cappella. Di fronte si può ammirare la chiesa della Madonna dellImmacolata risalente al XVI secolo. La facciata principale, sormontata da un timpano triangolare, è scandita da alte lesene che fiancheggiano un maestoso portale rettangolare dotato di arco e cornice in pietra. Suggestivo è il borgo Pittarella. Tra i piatti da degustare non possono mancare i taglierini con ceci (pasta fatta in casa con ceci).

Prendere la SS.108bis/SS.616 e proseguire a destra per circa 12,4 chilometri in direzione Colosimi.

 

Il comune di Colosimi è costituito precisamente  da undici piccole comunità, compreso  il paese  principale; il turista viene  immediatamente   accolto dall’abbraccio verde e silenzioso dei boschi, soprattutto castagneti. La chiesa parrocchiale è dedicata alla Madonna Assunta e si trova nel centro del paese: la sua costruzione risale al periodo compreso tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento. Nella frazione Ischi si trova la chiesa della Madonna di Loreto, oggi chiusa, dichiarata monumento  nazionale e risalente al XVII secolo, ma edificata sui ruderi di un’antica chiesetta del VII secolo. Di sicuro interesse è un vecchio mulino ad acqua, tuttora funzionante, facilmente raggiungibile anche a piedi. Tra le produzioni particolari, Colosimi vanta il gelato di castagne e le frittelle di curie (zucca).

 

Prendere la SP.67 e proseguire in direzione Bianchi per 4,4 chilometri. Nella casa comunale  di Bianchi è situato il Museo  delle pergamene che custodisce, preziosamente  catalogati  ed esposti,  numerosi documenti del territorio calabrese di sicuro interesse storico, frutto di una collezione  privata della famiglia Accattatis. Estremamente interessante appare la chiesa di San Giacomo Maggiore, che ospita un’icona del XVII secolo. Infine, è da vedere anche il sentiero naturalistico che porta alla cascata di Corace e alle grotte rifugio del brigante Pietro Bianco. A Bianchi il piatto forte è pasta e fagioli locali.

 

Proseguire in direzione Panettieri/Carlopoli sulla SP.67 per 4,5 chilometri.

Al bivio con la SS.109, svoltando a destra, è possibile fare una breve deviazione del percorso per visitare la grande abbazia di Santa Maria di Corazzo, che ricade nel comune di Carlopoli. Il luogo di culto, di cui oggi restano solo le rovine, era stato fondato dai benedettini nell’XI secolo.

Proseguire sulla SS.109 in direzione Panettieri percorrendo circa 6 chilometri. Panettieri è conosciuto soprattutto per la secolare tradizione della panificazione ed è riuscito a conservare nei secoli una forte identità. È quindi d’obbligo una visita al Museo del Pane, che si colloca nel centro storico all’interno  di un antico forno. Il museo è a due piani, con accessi separati: il primo piano contiene il forno con gli attrezzi e gli arnesi per la panificazione, mentre al secondo piano è visitabile una casa contadina. La chiesa di San Carlo Borromeo è stata costruita nel Seicento ed ospita, la statua lignea di San Carlo Borromeo,  realizzata a Napoli alla fine del Settecento. In fase di allestimento a Panettieri è anche il Museo del Brigante. La castagna come nell’intero Savuto riveste un ruolo importante, tra le preparazioni si possono degustare pittelle di castagne (dolce tipico), gnocchi di castagne, mostaccioli di castagne e le pitte “nchiuse”(dolci con uva passa,miele e noci).

 

Ritornando sulla SS.108bis/SS.616, seguire le indicazioni dellA.3 Salerno-Reggio Calabria. Prendere direzione Salerno  e dopo 13 chilometri luscita Rogliano-Grimaldi. Continuando sulla destra,  dopo  6,7 chilometri  si  ritorna  a Marzi.