Dove.
L’area naturale del Savuto, insieme aspra e generosa, nel cuore più vivo della Calabria, confinante a nord con l’area metropolitana di Cosenza e a sud con l’ultimo lembo della provincia di Catanzaro, si sviluppa verso est con la Sila Grande e Piccola e ad ovest con gli altipiani di Lago e Aiello Calabro. Percorsi sempre diversi, tortuosi e piani, sponde ripide e pendenze importanti, borghi secolari che parlano di storia antica.

È il fiume Savuto a sbrogliare la matassa delle intricate vicende che si sono susseguite nei secoli, percorrendo chilometro dopo chilometro gran parte del territorio. Unico fiume tirrenico ad avere i propri natali in Sila, nasce nel comune di Aprigliano in località Spineto, dove la sorgente emerge a 1360 metri d’altezza. Un tragitto a volte tortuoso che attraversa 11 dei 20 comuni del Savuto: Aprigliano, Parenti, Rogliano, Santo Stefano di Rogliano, Marzi, Carpanzano, Malito, Scigliano, Pedivigliano, Altilia, Grimaldi, per continuare poi la sua corsa e sfociare quindi nel mar Tirreno, presso Nocera Terinese.

I tantissimi corsi d’acqua che percorrono il Savuto, tutti a regime torrentizio, corrono lungo verdi foreste di pini e di faggi, di cerri e di castagni, tra colline e monti, e nell’anelito verso le acque marine nutrono la macchia mediterranea, le terre agricole e quelle dei pascoli.