Arte da riscoprire.
Nella valle del Savuto l’artigianato ha origini che si perdono nella notte dei tempi, e la fama delle attività ad esso correlate è arrivata ovunque, grazie alla bellezza dei suoi manufatti. La scuola di Rogliano, a 20 chilometri a sud di Cosenza, è tra le più importanti della zona e qui si trovano negozi di artigianato, ferro battuto, ceramica, legno. Nell’intaglio ligneo calabrese i maestri roglianesi si esibirono, tra il XVII e il XVIII secolo, su commissione di confraternite, lasciando splendide opere. Il Savuto è una fucina di lavori artigianali curati con sapienza e grande senso dell’appartenenza geografica. Il ferro battuto, l’ottone così come l’argento e altri materiali meno nobili, come la latta, sono lavorati dai maestri artigiani quanto la ceramica, di cui è possibile ammirare opere presso la bottega di Dipignano. Una cultura vibrante offre prodotti e manufatti eccellenti.
Soste di piacere
Una sosta del gusto nel Savuto prevede l’assaggio di molte specialità del luogo legate alla storia dei popoli che hanno abitato questa regione. La terra ricca di castagneti e di un fitto sottobosco dona la castagna, raccolta e cucinata in molte varianti e la cui farina viene utilizzata per preparare un ottimo pane casereccio. Il “capiniuru” è il tipico porcino della valle del Savuto, la cui raccolta nelle foreste di castagni e querce si protrae fino a settembre inoltrato a 500 – 700 metri sul livello del mare. Unico e inimitabile l’olio extravergine dal sapore intenso, ottenuto da olive che crescono nella zona adiacente al fiume Savuto, così come il rinomato vino a denominazione d’origine controllata “Savuto” curato da viticoltori attenti e appassionati, che con il coordinamento del Gal stanno avviando la strada del vino Savuto. E poi le verdure preparate spesso sott’olio, il pane casareccio, vanto di molti forni artigianali, e la pasta fatta in casa. L’acqua “de surgente” non manca in questi luoghi ricchi di fonti (almeno un centinaio) e le carni prelibate del suino nero di Calabria vengono selezionate per preparare gli insaccati, la soppressata, pancetta, guanciale e capicollo. Ricotte e formaggi pecorini, insieme al rinomato caciocavallo podolico imbandiscono le tavole con la frutta di stagione, tra cui gli ottimi fichi freschi e secchi e i dolci tipici (cuddureddi, turdilli, mustazzuali, chinulille, scalille, bucconotti). Produzioni locali caratterizzate tutte da una forte identità e profonde radici territoriali.
Uno sguardo al futuro
La salvaguardia del paesaggio e l’incentivo a potenziare le risorse del territorio sono obiettivo prioritario del Gal del Savuto, che lavora intensamente per la valorizzazione delle zone rurali ricche di storia, tradizioni, cultura e enogastronomia. Così i giovani calabresi, spesso invitati in tour di approfondimento delle loro stesse radici, vengono accompagnati a conoscere sempre più a fondo la propria terra e a rivalutare gli antichi mestieri, i percorsi e i sentieri della valle. Il Gal Savuto ha approntato un piano di sviluppo che volge il suo sguardo oltre il 2014 e che affronta la problematica dello spopolamento e il recupero di aree a forte rischio di degrado. Contributi finanziari sono previsti per gli operatori pubblici e quelli privati, al fine di sostenere uno sviluppo integrato capace di consolidare le bellezze e le risorse endogene del comprensorio collinare e montano. In questo contesto rientra l’iniziativa volta a stimolare e sostenere una rete collaborativa fra gli operatori agricoli, artigianali e turistici del comprensorio, finalizzata alla promozione di un marchio territoriale basato sull’immagine del personaggio storico di queste contrade, Il Brigante.